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Intelligenza artificiale

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©munimara #623375092 | source: stock.adobe.com
L’Europa possiede un ricco patrimonio musicale, ma gran parte di esso giace nascosto negli archivi monastici. Il progetto REPERTORIUM, finanziato dall’UE, ha utilizzato l’intelligenza artificiale per aiutare i ricercatori a recuperare composizioni frammentarie di opere e canti gregoriani, consentendo a musicisti e pubblico moderni di godere di musica che non si ascoltava da quasi 1 000 anni.
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©tete_escape #2082896643 | source: stock.adobe.com
Tra discorsi politici falsi, video manipolati e contenuti pensati per fuorviare e causare danni, è facile capire perché la tecnologia deepfake abbia una cattiva reputazione. Il progetto SOLARIS, finanziato dall’UE, ha valutato se la stessa tecnologia possa essere utilizzata anche per coinvolgere i cittadini in modo più costruttivo. I risultati potrebbero contribuire a rafforzare il tessuto democratico europeo.
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©grumbus #305675782 | source: stock.adobe.com
Molti dei tesori culturali europei perdono qualcosa di essenziale nel corso del tempo: il colore. Servendosi di grafica computerizzata, strumenti basati sull’intelligenza artificiale ed esperienze museali interattive, il progetto PERCEIVE, finanziato dall’UE, è stato in grado di studiare e condividere questi colori del passato, rivelando in tal modo l’aspetto degli oggetti di un tempo e consentendo di comprendere, curare e confrontarsi con il patrimonio culturale europeo in maniera migliore.
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©kras99 #1380098923 | source: stock.adobe.com
La Georgia intende imporsi come hub regionale dell’intelligenza artificiale. Il progetto GAIN, finanziato dall’UE, ha contribuito a fornire alla Georgia un bagaglio di esperienze e tecnologie approfondite grazie alla collaborazione con alcuni dei principali istituti di ricerca europei. Il progetto ha fatto progredire le capacità di ricerca sull’IA in questo paese candidato all’adesione all’UE e ha promosso soluzioni di IA a sostegno della ricerca dell’UE.
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©edmark31 #262617562 | source: stock.adobe.com
In tutta Europa, il teatro e la danza svolgono un ruolo fondamentale nella formazione dell’identità culturale. Eppure molte performance rimangono esperienze fugaci, difficili da vedere, conservare o analizzare. Il progetto PREMIERE, finanziato dall’UE, ha applicato tecnologie all’avanguardia di intelligenza artificiale, realtà virtuale e 3D alle arti dello spettacolo in tutte le fasi di sviluppo, dalla creazione e produzione all’archiviazione, reinterpretazione e coinvolgimento del pubblico.
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©metamorworks #652588315 | source: stock.adobe.com
Dagli smartphone agli avatar dotati di intelligenza artificiale, le tecnologie digitali stanno cambiando il modo in cui molti europei vivono, lavorano e socializzano. Per comprendere meglio questi cambiamenti, il progetto CHANSE, finanziato dall’UE, ha lanciato un bando transnazionale per progetti incentrati sulle dinamiche sociali e culturali nell’era digitale. Il risultato sono 26 progetti che mettono in luce i cambiamenti in atto nella democrazia, nella società, nella religione, nei media, nell’istruzione e in molti altri ambiti.
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©Inna #297920839 | source: stock.adobe.com
Avvalendosi di tecnologie all’avanguardia e di reti di esperti europei, un team di ricercatori sta ampliando i confini dei materiali avanzati progettati al computer, mettendo in atto un lavoro che contribuisce a far diventare Cipro un polo dinamico per l’economia digitale e la transizione verde.
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©FitchGallery #322186404 | source: stock.adobe.com
Il progetto NATURE-FIRST, finanziato dall’UE, sta trasformando la protezione della biodiversità da controllo reattivo dei danni a inter-vento predittivo. Utilizzando dati satellitari e sul campo, analisi forensi ambientali, gemelli digitali basati sull’intelligenza artificia-le e monitoraggio in tempo reale, il progetto fornisce agli ambienta-listi gli strumenti necessari per rispondere in anticipo alle minacce alla biodiversità.
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© Win Nondakowit #567590236 | source: stock.adobe.com
Dal 2018, il conflitto nella regione etiope del Tigré ha causato più di 300 000 morti e le imprese che offrono servizi di social media sono state criticate per aver permesso la diffusione di discorsi d’odio online, sfruttando il potenziale di alimentare questa violenza. Il progetto ConflictNET, finanziato dall’UE e lanciato al fine di approfondire il ruolo rivestito dai social media nei conflitti in Africa, fa luce sui complessi aspetti etici legati al fatto di portare la connettività alle comunità più remote.