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Research and Innovation

Promuovere il dialogo tra i laboratori di ricerca e le aziende farmaceutiche dell’Europa

©Gorodenkoff #415825505 | source: stock.adobe.com
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Sia i laboratori di ricerca che le aziende farmaceutiche in Europa lavorano al fine di scoprire nuovi farmaci; ciononostante, spesso parlano lingue diverse. EU-OPENSCREEN è stato istituito al fine di cambiare questa situazione creando un’infrastruttura di ricerca a livello continentale per la biologia chimica e la scoperta precoce di farmaci. Nell’ambito del progetto EU-OPENSCREEN-DRIVE, finanziato dall’UE, uno degli strumenti più efficaci si è rivelato essere non una nuova macchina o invenzione, ma un ufficio dal nome apparentemente semplice, ovvero l’Ufficio di collegamento con l’industria.

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L’Ufficio di collegamento con l’industria (ILO, Industry Liaison Office) è stato progettato allo scopo di creare fiducia e comunicazione tra ricercatori e industria: invece di trattare gli scienziati come fornitori di servizi e le aziende come clienti, esso inquadra il rapporto fra di essi come una collaborazione basata su esigenze condivise e competenze complementari. Questo cambiamento si è rivelato di natura catalitica.

Parlare la stessa lingua

L’ILO funge da traduttore tra le due parti: gli scienziati accademici hanno portato creatività e piattaforme di screening avanzate, ponendo domande motivate dalla curiosità, mentre l’industria ha portato la conoscenza delle esigenze cliniche e delle realtà normative, nonché di ciò che serve per far uscire una molecola dal laboratorio. L’ILO ha collegato tali realtà in modalità che si avvicinano di più a un evento di abbinamento, piuttosto che a un’attività di gestione.

«La scoperta di farmaci è troppo complessa perché un gruppo possa gestirla autonomamente», afferma Mabel Loza, docente di Farmacologia presso il centro di ricerca CiMUS, in Spagna. «L’ILO ha creato uno spazio neutrale dove l’industria e il mondo accademico possono sedersi allo stesso tavolo per condividere problemi e soluzioni.»

Tale terreno neutrale si è rivelato molto fertile: nell’ambito di EU-OPENSCREEN-DRIVE, l’ILO ha infatti coordinato sei progetti collaborativi (denominati nodi tecnologici) in tutta Europa, ciascuno dei quali offre strumenti e competenze specializzate, dallo screening ad alto contenuto alla chimica farmaceutica. Questi nodi non erano solo centri di ricerca, ma sono diventati punti di accesso per le aziende, in particolare per le piccole e medie imprese (PMI), che non disponevano delle risorse necessarie per costruire autonomamente tali infrastrutture. Per la prima volta, molte società hanno avuto libero accesso a vaste librerie di composti, a test convalidati utilizzati per selezionare potenziali farmaci candidati e al know-how tecnico necessario per utilizzarli.

Far funzionare i partenariati

I risultati sono stati notevoli: sotto la supervisione di DRIVE sono stati avviati sei progetti congiunti, che hanno messo in contatto gruppi accademici con PMI e aziende farmaceutiche. Molti risultati sono stati applicati ad alto livello, sviluppando nuove tecnologie di test d’indagine come NanoBRET con Promega e CETSA con Revvity e i siti partner USC, Fraunhofer e Karolinska Institutet. Standardizzando le regole di accesso, i quadri giuridici e gli accordi sulla proprietà intellettuale, l’ILO ha rimosso gli ostacoli burocratici spesso in grado di impedire lo svolgimento delle collaborazioni.

«Una delle nostre priorità era semplificare l’accesso», spiega Loza. «Le aziende devono sapere cosa aspettarsi, come verranno condivisi i dati e le modalità attraverso cui sarà gestita la proprietà intellettuale: una volta chiarite queste regole, per loro è stato molto più facile impegnarsi nei partenariati.»

Per mantenere questo slancio, l’ILO si è adagiato su un ritmo costante di incontri annuali di persona a Santiago de Compostela, Oslo e Berlino, riunioni regolari online ogni due mesi e gruppi incentrati sui problemi. Il lavoro a ritroso partendo da obiettivi finali definiti (chiamato «trasferimento reciproco») ha contribuito a mantenere i progetti concreti e i partner allineati.

I benefici non sono stati unilaterali: mentre gli accademici hanno avuto modo di confrontarsi con i problemi del mondo reale e di mettere la propria ricerca alla prova al di fuori delle pareti dell’università, i partner del settore hanno acquisito non solo dati, ma anche nuovi metodi e prospettive scientifiche innovative. Secondo Loza, questi incontri hanno spesso messo in discussione le convinzioni di entrambe le parti: «Abbiamo imparato che, sebbene l’industria e il mondo accademico pensino in modo diverso, quando si uniscono queste prospettive si ottiene un vantaggio per la scienza.»

Dal banco di laboratorio a un cambiamento duraturo

Workshop e sessioni di formazione hanno aiutato i giovani ricercatori a comprendere le esigenze industriali, mentre le aziende hanno riconosciuto il valore di cui è dotato il lavoro d’esplorazione motivato dalla curiosità; inoltre, l’ufficio ha creato reti che si estendono ora ben oltre il progetto DRIVE originale.

Nell’ambito del nuovo progetto finanziato dall’UE IMPULSE, il modello dell’ILO viene ampliato per generare nuovi nodi tecnologici e scientifici affrontando urgenti sfide biomediche, tra cui test per obiettivi senza precedenti e persino basati su materiale di pazienti.

Per Loza, il loro risultato è chiaro: «L’ILO dimostra che la collaborazione non è solo possibile, ma anche produttiva: abbiamo creato strutture che durano nel corso del tempo e parteneriati che continuano a crescere.»

Nel contesto attuale in cui l’Europa cerca di accelerare la scoperta di farmaci e di affrontare le sfide sanitarie a livello globale, il successo silenzioso dell’ILO di EU-OPENSCREEN potrebbe rivelarsi uno dei suoi contributi più preziosi, fornendo un promemoria del fatto che, a volte, le più grandi scoperte iniziano con una semplice conversazione.

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Dettagli del progetto

Acronimo del progetto
EU-OPENSCREEN-DRIVE
Progetto n.
823893
Coordinatore del progetto: Germania
Partecipanti al progetto:
Cechia
Danimarca
Finlandia
Germania
Grecia
Ungheria
Israele
Lettonia
Paesi Bassi
Norvegia
Polonia
Portogallo
Romania
Spagna
Svezia
Svizzera
Costo totale
€ 4 999 563
Contributo dell'UE
€ 4 999 563
Durata
-

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