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Research and Innovation

Prevedere per proteggere: la nuova tecnologia che offre una possibilità di lotta alla fauna selvatica

©FitchGallery #322186404 | source: stock.adobe.com
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Il progetto NATURE-FIRST, finanziato dall’UE, sta trasformando la protezione della biodiversità da controllo reattivo dei danni a inter-vento predittivo. Utilizzando dati satellitari e sul campo, analisi forensi ambientali, gemelli digitali basati sull’intelligenza artificia-le e monitoraggio in tempo reale, il progetto fornisce agli ambienta-listi gli strumenti necessari per rispondere in anticipo alle minacce alla biodiversità.

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Nonostante decenni di politiche ambientaliste, in Europa si assiste ancora a un diffuso declino della biodiversità. I partner di NATURE-FIRST hanno deciso di cambiare questa situazione. Il loro obiettivo era quello di rendere il monitoraggio della biodiversità più veloce, più intelligente e più predittivo, utilizzando l’innovazione digitale e l’intelligenza in tempo reale, e quello di creare strumenti progettati per l’uso pratico da parte di scienziati, ranger e agenzie di tutela ambientale con il compito di proteggere la fauna selvatica.

Guidato da Sensing Clues, un’organizzazione non-profit di ricerca ambientale nei Paesi Bassi, il progetto ha riunito 12 partner dei settori della ricerca, della tecnologia, delle operazioni sul campo e dello sviluppo commerciale. Si sono concentrati su quattro aree protette che dovevano affrontare le crescenti pressioni dovute al cambiamento di destinazione d’uso del territorio, alla pressione climatica e ai conflitti tra uomo e fauna selvatica. Tali aree erano: la riserva spagnola di Ancares-Courel, il Delta del Danubio e Maramures in Romania e Ucraina, e le montagne di Stara Planina in Bulgaria.

Un approccio pratico

Le soluzioni di NATURE-FIRST sono state costruite per il campo, non per il laboratorio, con una tempistica di tre anni che richiede un’azione rapida. «Non siamo un consorzio accademico», spiega Jan-Kees Schakel, direttore di Sensing Clues. «Volevamo che le soluzioni del mondo reale fossero operative il più rapidamente possibile.»

Fin dall’inizio è stato adottato un approccio iterativo e agile. Le parti interessate, tra cui ecologi, ranger e scienziati dei dati, hanno lavorato insieme per definire le esigenze, testare i prototipi e perfezionare gli strumenti.

L’obiettivo era quello di creare sistemi di allerta precoce per individuare le tendenze prima che sorgessero i problemi. Il team ha sviluppato strumenti come app per la segnalazione mobile, sistemi di monitoraggio in tempo reale, un «kit di indagine sulla scena del crimine» della fauna selvatica e una piattaforma di dati integrata per aiutare i professionisti della tutela ambientale a intervenire prima che gli ecosistemi raggiungano soglie critiche.

Un altro dei risultati straordinari di NATURE-FIRST è stato lo sviluppo di gemelli digitali, modelli basati sui dati che simulano gli ecosistemi del mondo reale e aiutano a prevedere i comportamenti. Tra questi, un modello di storione che prevede il comportamento in base ai dati ambientali, un radar per i conflitti uomo-orso che genera previsioni di rischio e un radar per la migrazione delle gru che predice gli spostamenti migratori. Integrati nella piattaforma di Sensing Clues, questi strumenti consolidano dati diversi in un’unica risorsa utilizzabile.

Collegando la biologia della tutela ambientale con la prevenzione dei crimini contro la fauna selvatica, il progetto ha affrontato sfide come il bracconaggio, i crimini contro la fauna selvatica e i conflitti tra uomo e fauna selvatica.

La collaborazione tra ecologi, tecnologi e investigatori di crimini contro la fauna selvatica ha portato a nuove intuizioni, come la decisione di fornire ai ranger una formazione in materia di analisi forense della fauna selvatica. «Spesso sono i primi a intervenire sulle scene dei crimini contro la fauna selvatica», afferma Schakel. «Dotati di kit forensi di base, possono garantire prove critiche per le indagini.»

Una piattaforma pienamente funzionante

Il cuore di NATURE-FIRST è la sua piattaforma di integrazione dei dati, progettata per garantire flessibilità e velocità. In grado di ingerire i feed dei sensori, le immagini delle trappole con fotocamera, le immagini satellitari e gli archivi storici, il sistema consente agli utenti di creare report, analisi e avvisi su misura per le loro esigenze.

Il portale Sensing Clues è pronto per la commercializzazione e offre un modello di abbonamento freemium, rendendo gli strumenti accessibili anche ai team di tutela ambientale a basso budget. A differenza di molti progetti di ricerca che faticano a scalare, NATURE-FIRST ha integrato i test di mercato fin dalle prime fasi. Il risultato è un sistema di comprovato successo operativo e di domanda.

«Non si tratta di un prototipo», osserva Schakel. «È pienamente operativo e già in uso.» Il lavoro sostiene l’attuazione di politiche ambientali ambiziose, come la strategia dell’UE per la biodiversità per il 2030, una parte fondamentale del Green Deal europeo, che mira a espandere gli sforzi di tutela ambientale e ripristino della natura in tutta Europa.

Nel Delta del Danubio, il modello di storione è ora utilizzato operativamente dagli scienziati rumeni, sulla base di dati sulla morfologia del fiume e sui livelli dell’acqua. Nel frattempo, nei Carpazi ucraini e in Polesia, i team del WWF stanno monitorando i grandi carnivori come gli orsi con una nuova precisione, utilizzando le intuizioni della piattaforma per rimodellare le strategie di tutela ambientale.

Tutela ambientale per il futuro

NATURE-FIRST ha fornito un sistema pienamente funzionante che consente ai team di tutela ambientale di muoversi più rapidamente, di prevedere meglio e di agire prima che alcuni habitat e specie scompaiano del tutto. I risultati e i piani futuri sono stati condivisi alla conferenza finale del progetto, tenutasi a giugno, che ha mostrato intuizioni su come la previsione guidata dai dati possa plasmare il futuro della protezione della biodiversità.

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Dettagli del progetto

Acronimo del progetto
NATURE-FIRST
Progetto n.
101060954
Coordinatore del progetto: Paesi Bassi
Partecipanti al progetto:
Austria
Bulgaria
Romania
South Africa
Spagna
Ucraina
Costo totale
€ 4 538 348
Contributo dell'UE
€ 4 538 348
Durata
-

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