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Research and Innovation

Giocare sul sicuro: il videogioco che insegna ai bambini la sicurezza online

© Kannapat #399545032 | source: stock.adobe.com
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Internet è diventato parte integrante della vita dei giovani; ciononostante, ne derivano diversi rischi, dal ciberbullismo all’adescamento online. Combinando la narrazione interattiva con la ricerca scientifica, il progetto RAYUELA, finanziato dall’UE, ha sviluppato uno strumento unico nel suo genere che istruisce i giovani sulle minacce online, fornendo al contempo dati per migliorare la definizione delle politiche.

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Lascereste i vostri bambini da soli in una giungla? Probabilmente no. Eppure, molti esplorano la giungla digitale senza alcun accompagnamento, rimanendo esposti ai rischi associati. Il progetto RAYUELA si propone di responsabilizzare e proteggere questi bambini attraverso il gioco.

«La motivazione iniziale è stata di tipo personale», spiega Gregorio López, il coordinatore del progetto RAYUELA. «Nel 2018 mi sono reso conto che trascorrevo una notevole parte del mio tempo impegnato nella ricerca, mentre non ne passavo abbastanza con i miei figli: pertanto, ho deciso di dedicare parte della mia attività di ricercatore a qualcosa di utile per loro.» Questa motivazione personale si è trasformata in un’iniziativa multidisciplinare incentrata sulla sicurezza dei bambini online.

Al centro del progetto risiede un videogioco costruito intorno a sei «ciber-avventure» interattive, scenari che rispecchiano situazioni reali affrontabili in rete dai bambini, come profili falsi sui social media, ciberbullismo, phishing o adescamento online. «I giocatori si trovano dinanzi situazioni ispirate alla vita reale e devono decidere come comportarsi», spiega López. «Il videogioco permette loro di imparare le buone pratiche da mettere in atto online in modo divertente e in un ambiente sicuro, senza correre alcun rischio.»

Il nome RAYUELA rende omaggio sia a un gioco tradizionale spagnolo, quello della campana, sia all’omonimo romanzo sperimentale di Julio Cortázar. Come afferma López: «I giocatori creano la propria storia in base alle loro decisioni, proprio come nel romanzo di Cortázar, e proprio come quando si porta il sassolino dalla terra al cielo nel gioco della campana, all’inizio può essere difficile per i giocatori applicare le buone pratiche online; gradualmente, tuttavia, apprenderanno queste abilità attraverso un’esperienza davvero divertente e coinvolgente.»

Un gioco che cambia le carte in tavola

A differenza delle campagne di sensibilizzazione tradizionali, spesso limitate a presentazioni e lezioni, RAYUELA immerge i bambini in narrazioni orientate alle decisioni in cui si possono identificare. Il formato del gioco si è rivelato particolarmente coinvolgente, tanto da essere testato da più di 2 000 giovani in tutta Europa, che con il loro feedback ne hanno influenzato lo sviluppo. «Hanno offerto feedback relativi al movimento nel videogioco, al linguaggio e al modo in cui si vede il personaggio», aggiunge López. «Tutti i suggerimenti forniti sono stati presi in considerazione.»

Anche le forze dell’ordine e gli educatori hanno accolto favorevolmente il gioco. «Invece di introdurre gli argomenti tramite diapositive, il nostro videogioco permette ai minori di esplorarli in maniera autonoma», osserva López. «In tal modo i giovani vengono spontaneamente stimolati a discuterne attraverso le situazioni affrontate in un ambiente rilassato e amichevole.»

Un significativo esempio è quello della campagna Missão Cibersegura, svolta in Portogallo a livello nazionale e attualmente in corso, che si prefigge di raggiungere circa un milione di giovani di età compresa tra i 10 e i 16 anni. «Utilizzare il principale risultato di un progetto di ricerca per integrarlo in una campagna di prevenzione a livello nazionale rappresenta un successo senza precedenti», afferma López. «Finora si sono registrate 406 istituzioni (scuole, distretti scolastici, collegi e altre associazioni) e 775 facilitatori di gioco (insegnanti, educatori e altri professionisti nel settore dell’istruzione), mentre abbiamo già raggiunto 3 500 decisori ed educatori grazie allo svolgimento di webinar e campagne di formazione mirate.» Il ricercatore attribuisce questo traguardo allo spirito di collaborazione messo in atto dai partner del progetto e alla visione della Polícia Judiciária.

Più che uno strumento, una risorsa per la ricerca

Mentre i giocatori imparano giocando, i ricercatori possono anche analizzare il modo in cui essi interagiscono con il gioco al fine di identificarne i principali modelli comportamentali. «L’isolamento sociale o la mancanza di sostegno emergono come fattori significativi sia nell’adescamento online che nel ciberbullismo», spiega María Reneses, ricercatrice senior in materia di scienze sociali che ha partecipato al progetto. Altri risultati mettono in mostra una sovrapposizione dei fattori di rischio tra vittime e colpevoli dei reati, offrendo spunti che potrebbero consentire di migliorare le risposte politiche.

Guardando al futuro, il team ha in programma di espandere il gioco aggiungendo nuovi contenuti e lingue e si augura di replicare il modello portoghese in altri paesi dell’UE. «Vorremmo che il gioco continuasse a evolversi, magari presentando nuovi argomenti come il discorso d’odio o l’estorsione sessuale», aggiunge López.

Ai genitori e agli educatori che si chiedono come sostenere al meglio i bambini online, López offre consigli semplici, ma sentiti: «Trascorrervi del tempo insieme, interessarsi alla loro vita online proprio come facciamo con quella reale… Ho testato io stesso quanto il videogioco fosse potente in questo senso, permettendomi di affrontare alcuni argomenti scomodi in maniera molto naturale con i miei figli dopo aver utilizzato con loro il videogioco.»

RAYUELA sta dimostrando che una formazione efficace sulla cibersicurezza non deve essere per forza noiosa o distaccata: a volte, il modo migliore per insegnare è giocare.

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Dettagli del progetto

Acronimo del progetto
RAYUELA
Progetto n.
882828
Coordinatore del progetto: Spagna
Partecipanti al progetto:
Belgio
Estonia
Germania
Grecia
Lettonia
Portogallo
Slovacchia
Spagna
Regno Unito
Costo totale
€ 4 978 040
Contributo dell'UE
€ 4 974 290
Durata
-

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