PDF Basket
Ogni anno milioni di tonnellate di tessuti finiscono in discarica, creando montagne di rifiuti che impiegano secoli per decomporsi: questa crisi ambientale è ulteriormente aggravata dall’industria del fast fashion, che sforna abiti a basso costo e usa e getta a un ritmo insostenibile.
Il progetto New Cotton si è proposto di risolvere questi problemi e di provare che gli scarti tessili non sono rifiuti, bensì una risorsa preziosa riunendo l’intera catena di fornitura di tale settore e mettendo in mostra come la moda circolare potesse effettivamente funzionare per tutti gli attori coinvolti. Avvalendosi della tecnologia di rigenerazione di Infinited Fiber, il progetto ha trasformato i tessuti usati in Infinna™, una fibra di carbammato di cellulosa di qualità superiore molto simile per aspetto e percezione al cotone vergine.
Ripensare la catena di fornitura
«Nessuna azienda può risolvere da sola il problema della circolarità», afferma Tanja Karila, direttore commerciale di Infinited Fiber Company. «L’intera catena di fornitura deve evolversi.»
Uno dei maggiori risultati del progetto è stata la collaborazione integrata tra diverse parti interessate. Da marchi come H&M e Adidas ai partner della catena di approvvigionamento, il progetto New Cotton ha riunito un gruppo eterogeneo di attori che, congiuntamente, hanno creato prototipi, perfezionato le tecniche di produzione e lanciato prodotti reali, nei tempi previsti.
Il progetto ha mantenuto le sue promesse. Mentre H&M ha presentato un top asimmetrico e una combinazione di pantaloni e giacca realizzati interamente in fibra Infinna™, Adidas, in collaborazione con Stella McCartney, ha lanciato una tuta da ginnastica nell’ambito della sua collezione «Made-to-be-Remade» (fatto per essere rifatto), realizzata in carbammato di cellulosa, che presentava con orgoglio la struttura chimica della molecola come parte del design.
Più avanti nel corso del progetto, quando il team si è reso conto che era ancora necessario produrre un capo in tessuto, H&M si è rapidamente adattata e, nonostante le sue dimensioni, il marchio ha consegnato un nuovo prodotto in tempi record, dimostrando che anche le grandi aziende possono innovare rapidamente.
Sperimentare nuove metodologie
New Cotton ha affrontato anche un altro ostacolo fondamentale, ovvero la valutazione dell’impatto ambientale esercitato dai processi circolari. Le tradizionali valutazioni del ciclo di vita (LCA, life cycle assessment) sono state concepite tenendo conto della produzione lineare, che spesso non sfrutta i vantaggi offerti dall’uso di materiali riciclati. «Era difficile mettere in mostra i vantaggi della circolarità utilizzando i metodi esistenti», spiega Karila. Ciò ha spinto il team a esplorare e applicare approcci di LCA più adatti ai sistemi circolari, inizialmente sviluppati per altre industrie sostenibili.
Altrettanto impressionante è stato il livello di impegno riscontrato in tutti i collaboratori del progetto. «All’inizio non sapevamo se tutto il consorzio avrebbe fatto la sua parte», afferma Karila. «La motivazione di tutti i partner, tuttavia, è stata straordinaria: ognuno di loro si è impegnato al massimo per fare del proprio meglio.»
Un futuro circolare
L’eredità di New Cotton va oltre i risultati immediati: il progetto ha infatti creato un precedente per la moda circolare dimostrando non solo che i rifiuti possono diventare vestiti da indossare, ma anche che il processo alla base della loro trasformazione è economicamente conveniente. «Non si tratta infatti di un progetto di beneficenza volto esclusivamente a raccogliere materiale», aggiunge Karila.
Riunendo marchi di moda, produttori tessili e ricercatori, il progetto ha promosso la moda circolare generando al contempo conoscenze reali per promuovere l’innovazione sostenibile in tutto il settore.
I contributi del progetto sono confluiti nelle discussioni a livello europeo sulla regolamentazione della moda, compresi gli incentivi per il contenuto riciclato e la responsabilità estesa del produttore. Il suo impatto sta inoltre ispirando nuove iniziative, come il progetto T-REX di Adidas, finanziato dall’UE, che si basa sullo slancio di New Cotton.
L’industria della moda si trova ora a un bivio. L’inarrestabile rotazione del fast fashion privilegia da tempo la velocità e i costi rispetto alla sostenibilità; ciononostante, il successo di New Cotton indica un futuro diverso, in cui i rifiuti diventano materia prima per generare qualcosa di nuovo.
«Piccolo può essere sinonimo di grandioso», afferma Karila, che conclude: «Quando le aziende si uniscono, grandi o piccole che siano, possono raggiungere risultati straordinari.»
