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In Europa e non solo, le amministrazioni pubbliche devono far fronte a una crescente pressione per ottenere di più con meno risorse a disposizione. La trasformazione digitale è una soluzione in tal ambito; ciononostante, molti cittadini ritengono ancora che i servizi elettronici pubblici non siano in linea con le loro esigenze. Il progetto inGOV si è proposto di colmare questa lacuna aiutando le autorità ad adottare approcci incentrati sull’utente e fondati sulla collaborazione.
«Le amministrazioni pubbliche, desiderose di abbracciare l’innovazione digitale, si trovano spesso a farsi strada in processi complessi, senza una chiara direzione da percorrere, da cui derivano difficoltà nella condivisione dei dati, ritardi nei processi e inefficienze che ostacolano in modo significativo l’efficacia della governance e della fornitura di servizi», spiega il coordinatore del progetto Antonios Cassano, direttore dello sviluppo commerciale e dell’innovazione presso l’impresa greca Uni Systems.
Grazie a inGOV, i membri del consorzio hanno cercato di realizzare un sistema semplice per la digitalizzazione che potesse essere facilmente adottato e implementato, migliorando la governance, la co-creazione e l’erogazione di servizi. Chiamato IPS Holistic Framework (quadro olistico IPS), questo sistema affronta le sfide persistenti (come la frammentazione dei sistemi e la mancanza di interoperabilità) offrendo alle amministrazioni pubbliche una tabella di marcia pratica per lo sviluppo di servizi che riflettano le reali esigenze delle persone.
Un’innovazione fondamentale ha riguardato lo sviluppo di accordi di co-creazione, che formalizzano la collaborazione tra le parti interessate e garantiscono ruoli e responsabilità chiari per la digitalizzazione migliorando in tal modo la trasparenza e consentendo alle amministrazioni pubbliche di progettare i servizi con i cittadini, anziché per loro, e soprattutto insieme a quelli appartenenti a gruppi svantaggiati.
Dal concetto alla pratica
Per testare questo quadro, inGOV ha sperimentato le sue soluzioni in quattro paesi al fine di dimostrare come fosse possibile ripensare i servizi digitali.
A Malta, un servizio pubblico prototipo di unità domestica comune digitale ha integrato diverse fonti di dati, incrementando l’accuratezza e l’efficienza, mentre il progetto pilota svolto in Austria si è concentrato sulla modernizzazione della riscossione delle tasse sul turismo utilizzando dati geospaziali, il che ha permesso di ridurre gli oneri amministrativi e di aumentare la velocità del servizio.
In Croazia, la città di Bjelovar ha implementato un assistente virtuale come punto di accesso unico per una serie di servizi pubblici; al tempo stesso, la regione greca della Tessaglia ha digitalizzato il processo di ottenimento e rinnovo delle tessere di sconto per il trasporto pubblico destinate ai cittadini disabili a basso reddito.
«Questi casi pilota dimostrano l’impatto tangibile esercitato dal quadro di inGOV, mettendone in evidenza la capacità di migliorare l’erogazione dei servizi pubblici in contesti diversi e sottolineando il valore della co-creazione e della progettazione incentrata sull’utente», afferma Cassano.
Oltre a questi casi di studio, inGOV si è basato su risorse di interoperabilità già esistenti nell’UE, come il quadro europeo di interoperabilità e l’architettura di riferimento, che incoraggiano l’allineamento e il riutilizzo delle migliori pratiche per evitare la frammentazione e le soluzioni incompatibili in tutta l’UE; il quadro risultante è stato adattato a ciascun progetto pilota, garantendo la conformità con gli obiettivi politici di più ampio respiro dell’UE.
Le tecnologie emergenti sono state fondamentali in relazione a questo sforzo. «Tecnologie come gli assistenti virtuali e le app mobili migliorano l’accessibilità e semplificano l’erogazione dei servizi, riflettendo l’impegno di inGOV a sfruttare l’innovazione a vantaggio dei cittadini», osserva Cassano.
Il progetto ha inoltre dimostrato vantaggi economici e operativi per le amministrazioni: promuovendo l’interoperabilità e i processi standardizzati, inGOV riduce le duplicazioni, supporta le decisioni basate sui dati e crea fiducia tra cittadini e governi.
Guardando al futuro, il consorzio si concentrerà sulla diffusione dell’IPS Holistic Framework e sull’obiettivo di garantire un impatto a lungo termine. «Ci impegniamo a condividere attivamente i risultati del progetto, le preziose lezioni che abbiamo appreso e i benefici tangibili scaturiti dal nostro lavoro», conclude Cassano. Alla luce dell’attuazione di strategie per la sostenibilità e lo sfruttamento degli stessi, i risultati di inGOV continueranno a fornire informazioni utili per le politiche, la ricerca e la pratica, contribuendo a rendere i servizi pubblici digitali in Europa più inclusivi, efficienti e affidabili.
